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Non si fa altro che parlare di ORBIS, della nuova PlayStation 4 e dei progetti futuri di Sony, senza considerare il grande periodo di crisi che la compagnia stra attraversando, non soltanto nel settore console. Il nuovo CEO della compagnia lo ha dimostrato proprio recentemente, tagliando, pensate, ben diecimila posti, che rappresentano il 6% della forza-lavoro: Kaz Hirai è convinto, infatti, che l’unico modo per evitare il collasso sia quello di minimizzare i costi, senza sacrificare, però, le prestazioni dei suoi prodotti (non si spiegherebbe perché altrimenti, pur avendo intenzione di licenziare tutti questi dipendenti, il costo dell’hardware e del software della nuova PS Vita si aggiri attorno a cifre elevatissime per una console portatile, R4 Dual Core). La crisi non dipende solo dal momento che tutto il mercato mondiale sta vivendo, ma anche dalle strategie della compagnia, che, continuando a investire sui televisori 3D – avrete senz’altro notato che escono modelli a non finire nel giro di pochissimo tempo -, sta registrando un sacco di perdite.
Il fatto che lo yen stia vivendo un bel periodo, inoltre, non è andato di certo a favore delle esportazioni, che hanno toccato quasi i minimi storici. Per avere un’idea generale del problema, pensate che tra Sony, Panasonic e Sharp le perdite sono arrivate a ben diciassette miliardi.
Il noto colosso aziendale non ha ancora comunicato quali sono i settori più a rischio e quali dipendenti dovranno lasciare la compagnia; sapendo, però, che l’anno scorso sono stati licenziati 3mila addetti al settore dei prodotti chimici, dubitiamo che l’azienda ci regalerà delle amare sorprese.
Sappiamo con certezza, comunque, che il nuovo CEO della compagnia, Kaz Hirai, ha intenzione di effettuare un drastico ridimensionamento nell’ambito del marketing, della produzione di televisori (venduti a prezzi che, come sapete, rendono gli acquisti impossibili) e nel gia citato settore chimico. Se il licenziamento riguarderà solo questi tre mercati, non ci è dato saperlo; fatto sta che, volendo puntare parecchio sul gaming, gli appassionati di videogiochi potranno dormire sonni tranquilli; lo stesso vale per il digital imaging e la telefonia cellulare, che hanno permesso alla compagnia di resistere nel corso degli anni alle minacce della crisi.
Il settore videoludico, comunque, non è ancora completamente al sicuro. Hirai, infatti, ha fatto sapere che il mondo dei videogame sarà soggetto a forti cambiamenti, che potrebbero portare anche a tagli di vario tipo, comunque non pesanti e a condizione che siano estremamente necessari; essendo uno dei suoi punti di forza, infatti, si spera che il settore videoludico sia sinonimo di grandi investimenti e non di drastici ridimensionamenti.