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6 aprile 2013 6 06 /04 /aprile /2013 04:40

Facebook Home - Un'applicazione per Android, disponibile gratuitamente dal 12 aprile - e un dispositivo di fascia media griffato HTC, il First. Così Mark Zuckerberg ha dato ieri sera sera vigore all'offerta mobile del marchio Facebook: le intenzioni di Menlo Park di fare cassa puntando sulla nostra ossessione per i dispositivi da tasca sono chiare da quando lo spinoso sbarco a Wall Street ha evidenziato i limiti del modello di business del social network. Da allora, era la primavera del 2012, Zuckerberg ha messo le mani su Instagram, ha lanciato il motore di ricerca  Graph Search e sistemato la sezione news e aggiunto alle applicazioni la possibilità di effettuare chiamate VoIP.

Ieri, dunque, è arrivata Facebook Home, per ridisegnare completamente il sistema operativo del robottino verde intorno alle funzioni della community blu. Solo per gli Stati Uniti, è stato presentato anche HTC First, uno smartphone da 99 dollari, il primo con Home precaricata. Zuckerberg, come aveva chiarito in occasione del raggiungimento del miliardo di iscritti, vuole accaparrarsi in questo modo i favori dei "5 miliardi di persone nel mondo che utilizzano un telefono cellulare". E non è il solo: pensando alle strategie delle Web company, il giovane Ceo californiano non è il primo e non sarà l'ultimo a essersi avventurato nella giungla del mobile. Ecco chi lo ho già fatto e chi si sta muovendo in questa direzione.


Google

Mountain View con i suoi già chiacchieratissimi Google Glass sta in realtà già andando oltre. Il primo passo nel settore mobile è stato il lancio del sistema operativo Android nel 2007. Sono poi arrivati - non senza qualche difficoltà - i terminali Nexus, appoggiandosi a diversi produttori e incuneandosi sia nel segmento smartphone sia in quello tablet. Il colpo, occhiali dei miracoli a parte, ancora da sferrare è quello legato alla concretizzazione dell'acquisizione di Motorola,  datata agosto 2011. BigG ha recentemente assunto Guy Kawasaki, ex evangelist di Apple, per ridare lustro al marchio che ha dato il calcio di inizio all'avvincente partita che dura da 40 anni.

Amazon

Jeff Bezos, fondatore del colosso del commercio elettronico, ha compreso fin dai primi passi della sua creatura le potenzialità dell'integrazione hardware (i lettori Kindle) e software. Nel settembre 2011 si è lanciato nell'arena dei tablet e adesso starebbe lavorando allo sbarco nel settore degli smartphone. L'indizio principale è l'assunzione di Charlie Kindel, già general manager di Microsoft dedicato allo sviluppo di Windows Phone. Sia su Linkedin sia su Twitter, Kindel definisce la sua nuova occupazione con un vago "qualcosa di nuovo, interessante e segreto". Secondo Bloomberg -  indiscrezione risalente allo scorso luglio - Bezos starebbe lavorando alla produzione del dispositivo con i cinesi della Foxconn. Insomma, sembra che per il Fire Phone sia solo una questione di tempo.

http://media.wired.it/uploads/599x337/201314/microsoft_surface_804.jpgMicrosoft
Il caso di Microsoft è diverso dai precedenti, non trattandosi di una Web company vera e propria. Ma avendo il colosso di Redmond accettato la sfida mobile con colpevole ritardo, entra di diritto nella lista di quanti hanno abbracciato l'universo in questione strada facendo. Nel curriculum ci sono i tentativi falliti Kin One e Kin Two, due smartphone prodotti da Sharp che avrebbero dovuto rendere il marchio competitivo nella nuova arena monopolizzata da Apple, e l'annunciato e non pervenuto tablet Slate. Il presente è caratterizzato dalla convincente partnership con Nokia per spingere il sistema operativo Windows Phone e dal nuovo tentativo formato tavoletta Surface.

Mozilla
Più che di business, la fondazione no-profit ne fa una questione di apertura e accessibilità per i prossimi due miliardi di persone che avranno accesso alla Rete. E, appunto, utilizzeranno i gingilli mobili. Per giocare la partita la fondazione ha messo a punto un  sistema operativo open source e completamente basato sul Web. La sfida ai recinti di Apple, Android e Microsoft è stata lanciata nel corso dell'ultimo World Mobile Congress di Barcellona. Mettono subito la firma sull'hardware ZTE e Alcatel; seguiranno LG, Sony e Huawei.  

MySpace
Facebook non è il primo social network a strizzare l'occhio all'utenza mobile. Ci aveva già provato MySpace nel 2006 in collaborazione con l'operatore Helio. Tentativo finito nel dimenticatoio e arrivato, con il senno di poi, probabilmente troppo presto. La direzione, i casi citati lo dimostrano, era però quella giusta.

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Published by smartphones che nascono dal Web
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